Curon Venosta, tra storia e leggenda

Oggi ti faccio conoscere uno dei laghi più suggestivi d’Italia, ovvero quello di Resia.
Si trova nella regione del Trentino Alto Adige, in Val Venosta, proprio al confine tra l’Austria e la Svizzera, formatosi artificialmente dalla creazione di una diga per l’energia idroelettrica e ad oggi è il più grande di tutta la regione.
la sua particolarità è senza dubbio quella di avere il campanile della chiesa di Curon sommerso per metà e che quindi fuoriesce dal lago.
Molto bello da vedere, ma che però ha alle spalle una storia molto tragica.

Ripresa aerea del campanile sommerso di Curon Venosta

Facciamo un passo indietro nel tempo, tornando al 1950, anno in cui fu ordinato agli abitanti di Curon Venosta di abbandonare le loro case per la realizzazione della diga.
Un tempo, oltre al lago di Resia, c’erano il Curon ed il San Valentino alla Muta e proprio in quell’anno furono uniti.
Per realizzare l’opera di unione e realizzazione della barriera avvenì questa tragedia, in cui gli abitanti del paesino videro sprofondare le proprie case sul fondale, preservando solo il campanile della bellissima chiesa del paese, che risale al 1300 e ad oggi vediamo emergere dalle acque del lago.

Lo sbarramento costò 25 miliardi di lire, causando malcontento tra gli abitanti del paese, che si rivolsero addirittura al Papa per evitarne la costruzione, ma ogni tentativo si rivelò vano, costringendo l’intero centro abitato a trasferirsi poco più sù.

Ad oggi il campanile di Curon Venosta è uno dei luoghi più fotografati e suggestivi di tutto l’Alto Adige e come in ogni luogo che si rispetti, anche qui esiste una leggenda.
Si dice che nelle gelide notti invernali qualcuno riesca a sentire ancora il suono delle campane della chiesa, nonostante siano state ormai rimosse da anni.

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